Una pelliccia ben fatta può durare anni, anche decenni, ma solo se viene conservata nel modo corretto.
Purtroppo, molti danni non sono visibili nell’immediato. Spesso ci si accorge troppo tardi che il capo è irrimediabilmente compromesso.
Nel nostro laboratorio ne vediamo ogni stagione: pellicce rovinate da cattive abitudini, da ripostigli troppo caldi, da umidità invisibile o da tarme che hanno fatto il loro corso silenziosamente.
Per evitare danni irreversibili, è importante conoscere cosa danneggia davvero una pelliccia. Ecco i tre nemici principali.
Il calore è il peggior nemico delle pellicce.
Molti conservano il proprio capo in casa, nell’armadio della camera, in mansarda o — peggio ancora — in soffitta.
D’estate, queste zone possono raggiungere temperature elevate, soprattutto in giornate afose o in appartamenti non climatizzati. Il problema non è solo il caldo diretto, ma il fatto che l’aria calda secca il cuoio, rendendolo fragile, rigido e soggetto a spaccature.
Il risultato? Una pelliccia apparentemente in buono stato che, al primo movimento o piega, si rompe. E a quel punto non c’è rimessa a modello che tenga: il cuoio è compromesso in modo irreparabile.
Se il caldo secca, l’umidità fa marcire.
Molti tengono le pellicce in cantina o in taverna, pensando che siano luoghi freschi. In realtà sono ambienti chiusi, scarsamente ventilati, con un tasso di umidità spesso fuori controllo.
Il problema è che il cuoio è una materia organica. Quando l’umidità è elevata e costante, si creano le condizioni ideali per la formazione di muffe e funghi, che attaccano la struttura interna del capo.
All’esterno, il pelo può sembrare a posto. Ma l’interno inizia a marcire, a produrre odori sgradevoli e — nel peggiore dei casi — a distruggersi al tatto.
Nemmeno una pulitura professionale potrà eliminare l’odore o invertire il danno.
Le tarme sono il parassita più pericoloso per una pelliccia.
Agiscono lentamente, ma in modo preciso. Scavano veri e propri tunnel nel pelo, mangiando dall’interno e lasciando il capo svuotato.
Spesso ci si accorge del problema quando è troppo tardi: il pelo cade a ciocche, il cuoio si sfalda e la struttura della pelliccia è ormai compromessa.
Le tarme proliferano soprattutto quando il capo è fermo per molto tempo, chiuso in ambienti scuri e non trattati. Le case di montagna, ad esempio, sono luoghi ad alto rischio: poco arieggiate, isolate per mesi, con armadi non protetti.
Una pelliccia lasciata per due o tre anni in queste condizioni può essere irrimediabilmente danneggiata, anche se all’esterno appare intatta.
Per evitare tutto questo, l’unica vera soluzione è affidare la pelliccia a un servizio professionale di custodia estiva, come quello che offriamo nel nostro punto vendita di Mestrino, facilmente raggiungibile da Padova e Vicenza.
Durante i mesi più caldi, le pellicce vengono conservate in un caveau protetto, climatizzato a temperatura costante di 16°C, con controllo dell’umidità e ambienti disinfestati da tarme, acari e muffe.
Inoltre, ogni capo viene assicurato al valore concordato con il cliente, per garantire ulteriore sicurezza.
Il deposito non è solo una protezione, ma un investimento concreto sulla durata del capo nel tempo.
Durante il periodo di custodia, è possibile richiedere interventi aggiuntivi, come:
Il nostro laboratorio interno lavora tutto l’anno, così da restituire il capo in perfette condizioni, pronto per la stagione fredda.
Affidare la pelliccia a un deposito professionale non è un lusso. È una scelta intelligente.
Con una spesa contenuta, si evita il rischio di ritrovarsi con un capo da buttare o da ricostruire da zero.
Chi ha già vissuto l’esperienza di un danno da umidità o da tarme sa quanto sia difficile — e costoso — intervenire dopo.
Meglio prevenire, con un servizio dedicato, sicuro e gestito da chi lavora da anni in questo settore.
Vuoi proteggere la tua pelliccia dal calore, dall’umidità e dalle tarme?
Affidala in custodia estiva al nostro caveau climatizzato a Mestrino. Siamo a pochi minuti da Padova e Vicenza.






