Quando ci si ritrova con una pelliccia ereditata o semplicemente datata, la domanda arriva puntuale: meglio recuperarla con una rimessa a modello, venderla come vintage o darla in permuta per un capo nuovo?
Non esiste una risposta unica per tutti, perché entrano in gioco diversi fattori: lo stato della pelliccia, il valore affettivo, il tipo di lavorazione, il volume originale e — ovviamente — il tipo di modello che si desidera ottenere.
Prima di tutto, va considerato il valore affettivo. Una pelliccia appartenuta a una madre o a una nonna, o semplicemente un capo che ha accompagnato momenti importanti, può meritare di essere reinterpretato per continuare a vivere in una nuova forma.
In questi casi, il valore economico passa in secondo piano, perché ciò che si vuole conservare è il ricordo, la memoria, l’unicità di un pezzo di famiglia.
Molti pensano che, se il pelo appare ancora bello, la pelliccia sia in buone condizioni. In realtà, è il cuoio la parte più delicata.
Con il tempo, se non conservato correttamente, può diventare secco, cristallizzato, fragile. In questi casi, anche il miglior artigiano dovrà ammettere che il capo non è più lavorabile.
Una valutazione vera si fa toccando con mano, ed è proprio per questo che consigliamo sempre di far esaminare il capo in presenza, nel nostro laboratorio, prima di decidere se procedere con la rimessa a modello.
Le pellicce realizzate tra gli anni Settanta e Novanta avevano volumi abbondanti e venivano confezionate con metodi diversi da quelli attuali.
Quando si lavora una pelliccia già esistente, bisogna tener conto che le pelli sono già state tagliate, cucite e lavorate in base a modelli dell’epoca. Questo può limitare le possibilità di trasformazione.
Non è detto che da ogni pelliccia si possa ottenere qualsiasi tipo di capo. Alcuni modelli possono essere troppo moderni o richiedere una disposizione delle pelli che il capo originale non consente.
È compito dell’artigiano, e solo di chi ha davvero esperienza, valutare cosa si può ottenere e indicare con onestà le opzioni reali.
In molti casi, recuperare una pelliccia ha molto senso.
Se si parte da un buon materiale per esempio, una pelle intera in visone degli anni ’90, è possibile creare capi nuovi e attuali.
Anche modelli lavorati in orizzontale, oggi molto richiesti, possono essere realizzati con risultati sorprendenti, quasi indistinguibili dal nuovo.
Certo, è importante che il colore sia ancora gradito, oppure che si possa intervenire anche su quello. E bisogna considerare anche i tempi di lavorazione, che non sono immediati ma valgono l’attesa.
In altri casi, la permuta può essere la scelta più intelligente.
Una pelliccia in visone maschio degli anni ’70, magari già trasportata, ha volumi importanti, ma anche un peso e una rigidità difficili da adattare ai gusti di oggi.
Anche se tecnicamente si potrebbe ricavare qualcosa, il risultato potrebbe non soddisfare in termini di leggerezza o durata futura.
In questi casi, possiamo valutare il valore residuo del capo e proporre una permuta sull’acquisto di un modello nuovo, più moderno, leggero e realizzato con materiali aggiornati. Il vantaggio è doppio: si rinnova il guardaroba e si recupera qualcosa da un capo inutilizzato.
La decisione finale non si prende mai a tavolino, né tantomeno su una fotografia.
Va vista, toccata, analizzata.
Solo così possiamo dirti con chiarezza se conviene recuperare o cambiare.
E lo faremo sempre con sincerità, senza promesse esagerate o soluzioni standard.
Portala nel nostro showroom a Mestrino, in provincia di Padova.
La valuteremo con te, per trovare la soluzione più adatta al tuo stile e alle condizioni reali del capo.






